Tecnofobia

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“Un abile scienziato, Hal Edison, inventa il teletrasporto. Dopo avervi apportato alcune modifiche in modo da ottenere un perfetto funzionamento, lo prova su se stesso ma, nella cabina di trasmissione entra con lui, non vista, una mosca per cui l’uomo si reintegra con la testa ed un braccio dell’insetto. Dopo aver cercato in tutti i modi di tornare normale...” (Giovanni Mongini: Science Fiction All Movies Vol. Lettera “E”).

L’immaginazione e una parte della fantascienza sembrano collegate in qualche modo ad alcuni stereotipi e alle paure umane. Vari sono i pensieri reticenti verso le innovazioni e la scienza. Nel film “L’Esperimento del Dottor K (The Fly – 1958) l’uomo crea qualcosa che non riesce a controllare: un mostro umano con la testa di mosca il cui modellino è conservato nel museo, così come quello della mosca con la testa umana e quello del remake del film del 1986, intitolato “La Mosca” (The Fly).

E ancora grandi tematiche di ricerche genetiche come la clonazione, foriere di dibattiti e di polemiche sulle quali devono essere posti i limiti della creazione artificiale come, per esempio, la creazione di nuovi esseri viventi che prima o poi possono rivelarsi pericolosi per l’uomo stesso come accade nel film “Terrore nello Spazio” (Dead Space – 1991)

“Sul pianeta Pahebon c’è un laboratorio di ricerca genetica il quale lancia un segnale di soccorso [...] da un virus mortale si è creato uno strano bozzolo che esplode in faccia ad uno degli assistenti, qualcosa penetra nel cervello dell’uomo distruggendolo e prendendo possesso del suo corpo.”

Non solo la creazione di mostri, ma anche la capacità di dare vita a un corpo morto è presente nella fantascienza: la risurrezione della creatura di Frankenstein ne è l’esempio perfetto. Alcuni protagonisti di queste vecchie saghe chiamate “I Mostri della Universal”, come Igor, la Creatura, L’Uomo Lupo e Dracula sono presenti tra i modellini del museo.

Un’altra tematica di rilievo è che la Terra possa essere invasa da esseri viventi che abitano altri mondi e che sono quasi sempre tecnologicamente più avanzati rispetto agli esseri umani, come i famosi alieni che invadono la Terra, che creano il panico ed eseguono esperimenti sugli umani con tecnologie sconosciute. Ricordiamo a questo proposito, film come “La Terra contro i Dischi Volanti” (Earth Vs. the Flying Saucers – 1956) e “Gli Invasori Spaziali” (Invaders from Mars – 1953), i cui modellini sono presenti.

Un altro grande argomento da sviluppare è l’utilizzo della tecnologia e della fantascienza per cercare di risolvere i problemi del mondo come l’eccessivo sfruttamento delle sue risorse. L’inquinamento è un grande problema da cui dipende il futuro del nostro pianeta e il futuro della razza umana. La Terra sarà forse un territorio inospitale dove la vita umana non sarà possibile se non attraverso mille difficoltà. Il film “Lost in Space” (Lost in Space 1998) può essere facilmente riportato alla mente tramite i modellini del Ciclope e del robot che però appartengono alla omonima serie televisiva del 1965, da cui anni dopo è derivato il film; i modellini del robot e della nave spaziale del film sono anch’essi presenti nel museo.

“Le risorse stanno finendo, bisogna raggiungere un pianeta simile alla Terra trovato in un angolo dell’universo. Alpha Prima è l'unico pianeta abitabile oltre la Terra scoperto finora dalla ricognizione spaziale” (Giovanni Mongini: Science Fiction All Movies Vol. Lettera “L”)

Altro tema sempre più importante è l’aumento progressivo della criminalità e con il modellino di “Robocop” ricordiamo l’idea di creare una sorta di cyborg guidato da un cervello umano allo scopo di proteggere meglio la città. La cosa, però, può diventare rischiosa se la mente in questione è quella di un criminale o, addirittura, una guerra tra macchine e robot come nella serie di “Terminator”, presenti anche loro tra i personaggi del museo.

 

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